mercoledì 30 settembre 2015

Sono strani questi umani, il progetto visto da un ragno

Sono strani questi umani! Dopo aver passato anni a costruire tappando il suolo ora si dedicano a delle gite alla ricerca di quello che rimane della così detta biodiversità cittadina. L'operazione potrebbe sembrare difficile ma noi rappresentanti della fauna è da diverso tempo che ci siamo abituati a rifugiarci in tutte le aree verdi sono rimaste nelle pieghe dell'edificazione. Alla presentazione del progetto di connessione ecologia alla biblioteca nel parco di Villa Litta c'ero anche io, nascosto e aggrappato al cappello di un ignaro avventore, insieme ai rappresentanti delle istituzioni, insieme ai cittadini e insieme agli esperti nel campo. La cosa mi ha molto incuriosito, dopo anni di amnesie forse gli uomini ora vorranno veramente rimparare a capire cosa vuol dire essere parte di un ecosistema. Così li ho seguiti di nascosto nei loro incontri. Dal luogo dove parole stanno nei libri sono usciti all'aria aperta con la curiosità di chi ha voglia di conoscere. Sono sicuro che molti di loro non si erano nemmeno accorti che nel parco che circonda la loro biblioteca di quartiere esistono alcuni esemplari vegetali che abitano li da molto più tempo di loro. Mi sono accorto dello stupore nei loro sguardi finalmente rivolti verso l'alto. Mi hanno fatto molta tenerezza. Così ho deciso di seguirli ancora anche durante un'altra passeggiata nelle aree dove in passato uomini rinchiudevano altri uomini. 
Questa volta erano presenti anche degli esemplari della specie umana di giovane età, la cosa mi ha inizialmente innervosito: di solito siamo abituati a venire torturati da questi esseri che si divertono a sperimentare la loro onnipotenza su di noi. Ma ho dovuto ricredermi: erano molto più attenti e pronti a fare domande difficili degli esemplari adulti. Dopo poco, in questo gruppo di umani si è creato un clima di ricerca e curiosità in cui era veramente difficile capire se erano più entusiasti delle loro piccole scoperte gli adulti o gli individui più giovani. Anzi per la verità non si distinguevano veramente più nello spirito. Ho riso divertito osservandoli tutti a bocca aperta ascoltare le spiegazioni sul funzionamento del nostro mondo dell'esperto naturalista. Ho voluto seguirli ancora anche nel loro terzo incontro. Si sono dati appuntamento in altre aree verdi nella zona che gli uomini chiamano Comasina e Bruzzano, ed erano tutti a bordo di strani destrieri di ferro che li rendevano più veloci nei loro spostamenti. Ho dovuto aggrapparmi un po' più stretto alla manica del giubbotto di qualcuno, ma ne è valsa la pena. Ho imparato che la specie umana è veramente molto variegata, una diversità che ricorda un arcobaleno. Mi sembra di aver colto in alcuni individui presenti in questo incontro un'attenzione e un attaccamento particolare a quello che loro chiamano territorio.
Mi è sembrato proprio che finalmente queste persone avessero sete di sapere, come se volessero arrivare ad acquisire una consapevolezza nuova per provare a ricostruire le fondamenta verdi della città metropolitana. 
Speriamo abbiano la meglio!

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